Abbiamo incontrato il tecnico della formazione Juniores della Palmese Mario Errico. Con lui abbiamo tracciato un percorso di attività, DI programmi, progetti presenti e futuri. Abbiamo parlato del lavoro effettuato sui giovani; un lavoro che risulta essere ancora fine a se stesso se “non si lavora con un unico staff almeno per le categorie prima squadra e Juniores Nazionale in maniera da portare avanti la stessa metodologia di lavoro e fare sì che l’integrazione dei giovani in prima squadra sia più fluida e veloce”.
L’INTERVISTA
Allenare una squadra Juniores significa assumersi una grande responsabilità: formare i giovani calciatori del futuro, ragazzi destinati a diventare patrimonio della società e, con il tempo, a entrare nella disponibilità della prima squadra.
“Assolutamente sì, ritengo che sia un compito di grande responsabilità, in quanto il club deve poter attingere dalle categorie al di sotto della prima squadra gli under necessari e obbligatori da schierare durante le partite della prima, come il regolamento prevede. Se si lavora bene qui, di conseguenza il club ne giova negli anni a venire”.
La Palmese investe con convinzione sui giovani e difende il proprio futuro attraverso un’organizzazione societaria solida, che ha scelto di destinare spazio, attenzione e risorse alla Juniores Nazionale. Raccontaci chi lavora accanto a te: presentaci i tuoi collaboratori, lo staff dirigenziale e tutti gli uomini che, quotidianamente, contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del progetto Juniores.
“La Palmese, nelle figure di Agostino Lauri e Paolo Nunziata, ha messo a disposizione della Juniores tutto quanto poteva, affidandoci Francesco Barra, team manager sempre presente ad ogni allenamento e disponibile per qualsiasi esigenza potessimo avere. Come coordinatore dell’area tecnica c’è Luigi Maione, professionista esemplare e reale conoscitore del mondo del calcio in tutti i suoi aspetti, con il quale abbiamo allestito la rosa nella migliore maniera possibile, valutando singolarmente tutti i profili sui quali investire per questo campionato e per quelli futuri della prima squadra. Vittorio Stara è l’allenatore in seconda: collaboratore instancabile, conoscitore degli aspetti tecnici e tattici e sempre presente, ormai da tempo, nell’entourage della Juniores Nazionale della Palmese. Abbiamo poi Giulio De Bellis come preparatore atletico: un giovane dai grandi valori, di una disponibilità infinita sui campi e anche da casa (perché il nostro lavoro non è solo durante la seduta di allenamento, ma anche molto fuori), in fase di costruzione professionale e sempre attento alle singole vicende che si presentano giorno dopo giorno. Per quanto riguarda la figura dell’allenatore dei portieri, anche se non si è riusciti a mettere a disposizione un esperto durante le sedute di allenamento, la società ha comunque messo a disposizione la figura dell’allenatore della prima squadra, Mario Pietrosi, proprio per dare manforte a questo ruolo del portiere, che oggi è sempre più in continua evoluzione”.
Parliamo anche del campionato e del percorso stagionale di questa squadra, che sta disputando un ottimo torneo nel proprio girone, dimostrando sul campo qualità, crescita e spirito di gruppo, senza nascondere ambizioni e obiettivi.
“Sicuramente senza obiettivi non si va da nessuna parte. Quindi, oltre all’obiettivo di far crescere i giovani, abbiamo anche un obiettivo di squadra per la stagione in corso, ovvero la finale scudetto del 14 giugno. Naturalmente, affinché questo obiettivo possa diventare tangibile, c’è bisogno di programmazione, lavoro e costanza, e soprattutto perseveranza: mai mollare un centimetro, cercando di portare avanti un progetto che vede come priorità la crescita dei giovani e, collegato a questa, il raggiungimento di un titolo che dia ancora più valore a questo percorso”.
Tre ragazzi sono stati convocati nella Rappresentativa e faranno parte della selezione del Girone G alla Juniores Cup. Portare i tuoi ragazzi su un palcoscenico nazionale significa valorizzare il lavoro svolto, l’impegno della società, dei dirigenti e dello staff tecnico: un riconoscimento che ripaga dei sacrifici, delle ore trascorse sul campo, delle trasferte e delle partite affrontate durante la stagione.
“Sì, è arrivata questa richiesta per la selezione di un numero limitato di ragazzi e sono state fatte delle scelte. Tuttavia sono dell’idea che anche altri tre ragazzi, almeno ad oggi, siano pronti per aggregarsi in prima squadra per gli allenamenti e soprattutto per essere tenuti in considerazione nel progetto della prima squadra per la stagione 2026/2027”.
La Palmese e la sua idea di calcio guardano al futuro. Investire sui giovani significa costruire basi solide per gli anni a venire. In quest’ottica, il nuovo stadio potrebbe rappresentare un’opportunità importante, capace di favorire una crescita ancora più significativa e strutturata dell’intero progetto dedicato al calcio giovanile.
“Il problema del campo ha sicuramente influenzato non poco la stagione in corso, e non solo perché giochiamo a Pomigliano e non a Palma Campania, ma anche perché le sedute di allenamento non riusciamo a disputarle nel campo di Pomigliano, bensì addirittura in un campo le cui misure sono ben diverse rispetto a quelle di un terreno di gioco regolamentare. Questo inevitabilmente va a incidere sul rendimento e sulle soluzioni di gioco a disposizione. Ma nonostante ciò si va avanti cercando di fare ed esprimere il miglior gioco possibile. Per quanto concerne il futuro, sono dell’idea che, se si vuole realmente portare avanti un discorso costruttivo del settore giovanile come bacino di utenza della prima squadra, occorra lavorare con un unico staff almeno per le categorie prima squadra e Juniores Nazionale, in maniera da portare avanti la stessa metodologia di lavoro e fare sì che l’integrazione dei giovani in prima squadra sia più fluida e veloce, anche per far fronte ai vari incidenti di percorso come affaticamenti e/o infortuni che, durante una stagione calcistica, possono capitare. Questo permetterebbe soprattutto di valorizzare i giovani durante le fasi del campionato e non soltanto alla fine della stagione per un’ipotetica presenza l’anno dopo. Una proposta simile la presentai anche a un’altra società per la quale ho lavorato, ma purtroppo fu bocciata; di conseguenza molti giovani promettenti, a fine anno, decisero di giocare in altre squadre. Oggi, a malincuore, noto che la posizione in classifica non è felice e il mio augurio è che si riprenda quanto prima”.